In tutta la sua Bellezza la Pandora di Cabanel vi aiuterà a entrare nella giusta atmosfera, perché le Storie del Vaso stanno per ritornare e qui sotto potrete ascoltare nei dettagli cosa abbiamo preparato per voi in questa nostra speciale terza stagione di programmazione.
“La Signora canta il blues”, e lo fa con la voce che graffia le pareti della sua prigione, voce che culla se deve cullare, che morde se deve mordere, che sanguina se vuol far sanguinare. È delicata, è fragile, ma è senza paura. Guardare il pubblico può congelare anche il più caldo dei cuori, il pubblico sa essere crudele. Ma è la Signora che sceglie il suo blues e cosa far ascoltare. Niente la ferma, niente la potrebbe mai fermare se non quel veleno che è la sua prigione. Billie Holiday con la bianca gardenia tra i capelli, la bocca sensuale e pigra, lo sguardo malinconico e sornione. A volte troppo stanca, altre volte troppo vissuta. Mai, però, nel canto, mai troppo. Ha lasciato il segno, la Signora del blues, e ricordarla così, viva e autentica, mai rassegnata seppur disincantata ci fa bene. Ci facciamo cullare e mordere, sanguinare con lei non ci fa paura.
Lady Day, racconta ancora della vita così come l’hai conosciuta, noi sappiamo ascoltare anche se il nostro amore non può liberarti dal tuo veleno…
La seconda stagione di Pandora sta per terminare, questa è l’ultima puntata MA la prossima sarà un SUPERSPECIALE quindi vi conviene stare pronti.
Questa ultima puntata è dedicata a una Storia che noi di Pandora amiamo moltissimo, una ballata che ti strappa il cuore, e la Voce che vi presento è una nuova entrata nel team del Vaso, precisamente queste sono le coordinate del nostro ottavo appuntamento:
Vi auguro un buon ascolto e… alla prossima, Folks, moooooooooooolto presto!
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Silvia Visini
Nata a Brescia nel 1970, laureata in Lingue, da sempre si appassiona al linguaggio come strumento privilegiato di comunicazione e conoscenza degli altri e di noi stessi, percorrendo viaggi nella traduzione, attraverso l’intertestualità e le storie. Da alcuni anni si è divertita a giocare in laboratori di lettura espressiva, di poesia e teatrali, interpretando ruoli in opere classiche (Antigone), nel teatro dell’Assurdo (Ionesco, Boris Vian), traducendo e interpretando poesie di Elizabeth Bishop e offrendo la sua voce in numerosi reading (Italo Calvino, Luigi Pirandello, premiazioni e presentazioni di libri e mostre).
Questa nuova puntata di Pandora ha come protagonisti una Storia di cui abbiamo già parlato, ma che in questa veste si rinnova, grazie anche alla voce di un nuovo attore che si è unito al team di Pandora da qualche tempo.
Siete curiosi? Ok, allora sarò breve… i protagonisti sono sempre tre:
Inizia il suo percorso teatrale nel 1994 al C.U.T. “la Stanza” di Brescia sotto la direzione artistica di Maria Candida Toaldo; frequentando così i primi corsi di dizione e recitazione (M.C. Toaldo, B. Valenti), espressione corporea (G. Vezzoli), teatro danza (I. Faedo), musica nel teatro (L. Tessadrelli). Negli anni a seguire, grazie al centro universitario teatrale, partecipa a corsi e stage di varia natura: da recitazione avanzato (B. Valenti, M. Ghirardini, M. Salvalalio), a lettura espressiva di poesie (M. Engheben), passando per teatro danza (G. Rossi), danze multietniche (E. Bondavalli), scrittura drammaturgica (R. Gabrielli), commedia dell’arte (E. Bonavera, arlecchino del “piccolo”), mimo e pantomima (E. Serra, assistente di Marcel Marceau), trance masks (S. Tani allievo di Steve Jarand). Dal ’94 ad oggi ha portato sul palco i ruoli più disparati, interpretando così spettacoli d’ogni genere (Don Giovanni, Aspettando Godot, Tre sull’altalena-di L. Lunari, Ricorda con rabbia-di J Osborne, Interrogatorio a Maria-di G. Testori, I bravi- di D. Fo, Pinocchia-di S. Benni, Dall’origine al peccato-mimodramma curato da E. Serra, Macbeth, Medea-di C. Wolf (di cui ha curato anche il riadattamento teatrale). Grazie alla collaborazione tra il C.U.T. e l’Università Cattolica (sede di Brescia) ha contribuito come docente nel 2013 nei corsi: ”Corso di dizione e di gestione della voce” e “Prima della scena”; dal 2009 segue i progetti teatrali che uniscono i ragazzi della “Fo.b.a.p.” (fondazione bresciana psicodisabili) ai bambini della scuola elementare “Raffaello Sanzio”. Dal 2006 arricchisce il suo bagaglio teatrale con i corsi dei “Match d’improvvisazione Teatrale” tenuti da Federico Stefanelli (coach della nazionale italiana dei match d’improvvisazione) e dai vari stage interni d’aggiornamento come: narrazione teatrale, creazione e azione di un personaggio, la forza delle emozioni sul palco, long form. Dal 2010 è insegnante ai corsi base dei match d’improvvisazione teatrale.
Betta ha avuto la fortuna di giocare con Daniele e Cesare Lievi al Teatro dell’Acqua dove è stata Pantea ne “La morte di Empedocle” di Holderlin , poi con Fausto Ghirardini è stata Cosimo ne “Le vie degli alberi” (da “Il Barone Rampante” di Italo Calvino) con Alessandro Mor e Anna Dego ha partecipato a numerosi laboratori di improvvisazione, con Alessandro Mor e Alessandro Quattro ha lavorato a diversi laboratori di studio intorno a una riduzione de “Le tre sorelle” di A. Cechov. Continua a subire il fascino della voce, tra i suoi insegnanti Jonathan Hart Makwaia, professor of Voice e performer del Roy Hart Theatre, e Lisbeth Hultman cantante lirica e terapista gestaltica danese. Si diverte a leggere e a raccontare storie. Insegna inglese prevalentemente agli adulti, traduce e fa l’interprete. Ha collaborato recentemente con Sara Poli come interprete dell’intervista a Marie France Ionesco per la realizzazione del video “Ionesco Segreto”.
Di nuovo qui nel Vaso di Pandora, benvenuto Folks!
La Storia che andremo ad ascoltare in questa quarta puntata è stata inserita nel reading “Innocenza” proprio perché è colma di purezza e tenerezza, sono sicura che non vi lascerà indifferenti.
Attrice professionista, cantante, pedagoga, educatrice teatrale e musicale. Ha seguito numerosi corsi di canto, seminari e attivitàcon logopedisti e artisti del mondo dello spettacolo e del teatro. Ha frequentato corsi di musicoterapia, psicofonia, voicing, voice craft, counselling a indirizzo artistico. Insegna come esperta in varie scuole dell’infanzia e conduce corsi di espressività corporea e vocale per adulti. Da qualche anno si occupa di canto corale, prevenzione vocale e propedeutica alla voce parlata e cantata.
La terza puntata della seconda stagione è dedicata a una Storia che difficilmente può trovare rivali e un Autore che è stato personaggio spinoso e chiacchierato ed è stato ben presto trasformato in mito.
Nata a Brescia nel 1975 è tornata a vivere a Idro nel 2008, dopo aver vissuto per 14 anni tra Rimini, Londra, Trento e Roma (la città che ama di più). Laureata in Economia del Turismo ha ottenuto una specializzazione in Management delle destinazioni turistiche. Lavora in qualità di Regional Sales Manager per una società inglese che si occupa di sviluppare il business internazionale per strutture indipendenti. Nutre una grande passione per il teatro, fin dal liceo quando ha frequentato il corso del regista del Teatro dei Lumi di Salò, Marzio Manenti, con cui ancora collabora. Dopo il primo spettacolo (“L’Isola dei morti” di Strindberg), dieci anni dopo, ebbe l’opportunità di dedicarsi nuovamente alla sua passione frequentando la scuola “Ribalte” diretta da Enzo Garinei. Negli ultimi anni ha lavorato a: “Le nostre mani”, “Reietti, per Anna Politkovskaja” e “La forza di domandare” per la regia di Marzio Manenti.
Fabio Koryu Calabrò nato a Bologna la notte di Halloween del 1960. Da tutta la vita è serenamente tormentato da una necessità fisica di esternazione, cosa che lo ha condotto nel corso del tempo a fare uso di tutti i possibili mezzi di comunicazione in disordine sparso. Monaco zen assai pigro ed architetto non praticante, continua scrivere canzoni su canzoni su canzoni. Paciosamente compulsivo, la sua discografia comprende diverse collaborazioni con svariati artisti oltre ai lavori che portano il suo nome. Il “KORYUBOLARIO”, libro con CD, è un po’ la sua “summa theologica”. Una antologia di diciotto brani registrati in epoche differenti ed un florilegio di massime e battute espresse in forma vocabolariale. Del tipo: ASTUZIO, portafurbizie. ESTREMENTO, ultima cacca. MUCCHINISTA, manovratore di bovini. Miscelando abilmente intelligenza e ironia, la scuola del teatro canzone e quella del cabaret, ne esce un’immagine sufficientemente poliedrica da provocare strani riflessi. Pardon, riflessioni. “Cielo a pecorelle, piovon mozzarelle”, ad esempio. Il percorso cantautorale invece spazia dalla profondità di brani come “Quest’anno” alla irresistibile versione italiana di un antico problema matematico: “Io sono mio nonno”, passando attraverso il jazz ed il blues, il valzer e la ballata. Senz’altro il “Koryubolario” non vi annoierà, e difficilmente potrà invecchiare più di tanto: il divertimento è sempre attuale. E passare attraverso parole e musica per risvegliarlo dal torpore quotidiano è compito degli instancabili creatori di sciocchezze, come colui che sta cominciando a sentirsi un po’ stupido a scrivere di se stesso in terza persona. Va bene, mettiamola giù così: sarei oltremodo onorato e felice che una copia del mio lavoro potesse entrare a far parte della vostra collezione di medicinali. A tale proposito vi suggerisco l’indirizzo giusto: www.almamusic.it. Se poi voleste entrare in contatto coi prodromi di una futura “Encikoryupedia”, è sufficiente che cerchiate “fabiokoryu” oppure “orkestrazbylenka” su YouTube. Se ancora non foste soddisfatti: www.pepinoefedele.biz. Il bello della rete è che anche se cadi non ti fai male. A meno che tu non sia un pallone da calcio.
Sportivamente vostro, Fabio KoRyu Calabrò.
Ah, a sproposito: Happpy New Year.